press release
DICONO DI ME ...

Una lettrice rumena, Valeria Mocanasu, mi scrive questa email del 19 giugno 2007 ....

Ho' letto il suo primo libro. Lei è un grande. Fortunata la donna che gli sta vicino. A saputo descrivere bene, senza condannare, il suo disaggio di fronte alla gente comune (superiore numerico) a cui cervello serve soltanto per soddisfare i bisogni fisiologici, accumulare i beni a ogni costo, nella disperazione di riempire il loro vuoto interiore, salvare le apparenze e sembrare quelli che non sono.
La solitudine è il problema comune di quelli che scrivono e la mola che li spinge a farlo. Senza il disagio di sentirsi diverso, senza inqueta curiosita di capire quello che per altri e già chiaro oppure non suscita nesun interesse, non nascerebbe nesun libro (buono). Mi ritrovo nei suoi pensieri come se me li avesse rubati senza saperlo. Ho la stessa percezione dei posti natali, un eterno confronto tra quello che dovevano essere è la realtà che sta per rubarmeli. Sto guardando senza guardare, concentrandomi su qualche detalio rimasto che dovrebbe farmi sentire a casa. Per quelli che capiscono tutto da un sguardo oppure considerano che non c'e nulla da capire, noi siamo dei pazzi, pssicopati... da evitare. Credevo che questa eccesiva sensibilità fosse una carateristica tipica femmminile.
Comunque mi fa tanto piacere di sapere che non sono la sola che la penso e la sento cosi.
Quando avro l'occasione di partecipare ad un evemnto con tematica di immigrazione gli è lo diro ed la prego di fare altretanto. Intanto mi farebbe piacere conoscere meglio lei e la moglie, con il suo profumo.
P.S. Credo che lei sappia già che le donne di madre lingua romena fanno un sacco di sbagli di esprimersi in questa benedetta italiana!...Dunque ...clemenza.
Salutari si o inima buna!
Valeria Mocanasu

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